lusconi vuole rifilare all’Italia”. Alla no stop dei Verdi che ha gia’ raggiunto oltre 10.000 contatti hanno gia’ partecipato oltre alla Francescato, Gianni Mattioli, Monica Frassoni, Paolo Cento, Angelo Bonelli, Erasmo Venosi, Roberto Musacchio. Sono inoltre previsti gli interventi telefonici di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e di Jacopo Fo. “Il nucleare e’ un salto indietro nel tempo di trent’anni e mi riporta alla mia gioventu’ quando, nel ’77 sfilavamo con i leader storici dell’antinuclarismo, da Gianni Mattioli a Nicola Caracciolo, insieme agli ‘Indiani metropolitani’ e decine di migliaia di cittadini davanti alla centrale di Montalto di Castro - spiega la leader del Sole che ride nel corso del suo intervento -. Oppure alle grandi mobilitazioni del dopo Chernobyl che hanno portato alla vittoria del referendum contro l’atomo dell’87. Ma se e’ importante non perdere la memoria delle battaglie del passato, non possiamo certo fermarci al ‘come eravamo’. Dobbiamo dare nuove motivazioni al nostro No al nucleare - ha aggiunto la Francescato -. Per esempio smontare ad uno ad uno i falsi miti che si sono addensati sul cosiddetto revival del nucleare: dal fatto che ci aiuterebbe a combattere il cambiamento climatico, perche’ non produce Co2 (il che e’ vero per i singoli impianti ma non per l’intero ciclo) alla presunta indipendenza energetica che l’atomo ci garantirebbe (mentre l’Italia non ha uranio e se lo deve andare a cercare in Canada Niger e Kazakistan); dalla conclamata affidabilita’ della cosiddetta quarta generazione (che pero’ non esiste e arrivera’ tra 30 anni se tutto va bene!) alla sbandierata convenienza economica (in realta’ i privati non potranno sostenere i costi che, ,sono altissimi, un minimo di sei miliardi per ogni nuova centrale ed alla fine pagheranno i cittadini). Ma non basta dire no - ha concluso la Francescato -. Occorre dare un’alternativa: I Verdi lo fanno da oltre 20 anni indicando la strada dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, oggi percorsa con grande convinzione da leader mondiali che sanno realmente costruire il futuro come Barak Obama”.
domenica
Nucleare. Francescato: no al ‘bidone atomico’ di Berlusconi
La portavoce nazionale dei Verdi Grazia Francescato ha aperto ieri la diretta contro il nucleare NO NUKE LIVE del Sole che ride con un deciso “No al bidone atomico che il Governo Ber
lusconi vuole rifilare all’Italia”. Alla no stop dei Verdi che ha gia’ raggiunto oltre 10.000 contatti hanno gia’ partecipato oltre alla Francescato, Gianni Mattioli, Monica Frassoni, Paolo Cento, Angelo Bonelli, Erasmo Venosi, Roberto Musacchio. Sono inoltre previsti gli interventi telefonici di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e di Jacopo Fo. “Il nucleare e’ un salto indietro nel tempo di trent’anni e mi riporta alla mia gioventu’ quando, nel ’77 sfilavamo con i leader storici dell’antinuclarismo, da Gianni Mattioli a Nicola Caracciolo, insieme agli ‘Indiani metropolitani’ e decine di migliaia di cittadini davanti alla centrale di Montalto di Castro - spiega la leader del Sole che ride nel corso del suo intervento -. Oppure alle grandi mobilitazioni del dopo Chernobyl che hanno portato alla vittoria del referendum contro l’atomo dell’87. Ma se e’ importante non perdere la memoria delle battaglie del passato, non possiamo certo fermarci al ‘come eravamo’. Dobbiamo dare nuove motivazioni al nostro No al nucleare - ha aggiunto la Francescato -. Per esempio smontare ad uno ad uno i falsi miti che si sono addensati sul cosiddetto revival del nucleare: dal fatto che ci aiuterebbe a combattere il cambiamento climatico, perche’ non produce Co2 (il che e’ vero per i singoli impianti ma non per l’intero ciclo) alla presunta indipendenza energetica che l’atomo ci garantirebbe (mentre l’Italia non ha uranio e se lo deve andare a cercare in Canada Niger e Kazakistan); dalla conclamata affidabilita’ della cosiddetta quarta generazione (che pero’ non esiste e arrivera’ tra 30 anni se tutto va bene!) alla sbandierata convenienza economica (in realta’ i privati non potranno sostenere i costi che, ,sono altissimi, un minimo di sei miliardi per ogni nuova centrale ed alla fine pagheranno i cittadini). Ma non basta dire no - ha concluso la Francescato -. Occorre dare un’alternativa: I Verdi lo fanno da oltre 20 anni indicando la strada dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, oggi percorsa con grande convinzione da leader mondiali che sanno realmente costruire il futuro come Barak Obama”.
lusconi vuole rifilare all’Italia”. Alla no stop dei Verdi che ha gia’ raggiunto oltre 10.000 contatti hanno gia’ partecipato oltre alla Francescato, Gianni Mattioli, Monica Frassoni, Paolo Cento, Angelo Bonelli, Erasmo Venosi, Roberto Musacchio. Sono inoltre previsti gli interventi telefonici di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e di Jacopo Fo. “Il nucleare e’ un salto indietro nel tempo di trent’anni e mi riporta alla mia gioventu’ quando, nel ’77 sfilavamo con i leader storici dell’antinuclarismo, da Gianni Mattioli a Nicola Caracciolo, insieme agli ‘Indiani metropolitani’ e decine di migliaia di cittadini davanti alla centrale di Montalto di Castro - spiega la leader del Sole che ride nel corso del suo intervento -. Oppure alle grandi mobilitazioni del dopo Chernobyl che hanno portato alla vittoria del referendum contro l’atomo dell’87. Ma se e’ importante non perdere la memoria delle battaglie del passato, non possiamo certo fermarci al ‘come eravamo’. Dobbiamo dare nuove motivazioni al nostro No al nucleare - ha aggiunto la Francescato -. Per esempio smontare ad uno ad uno i falsi miti che si sono addensati sul cosiddetto revival del nucleare: dal fatto che ci aiuterebbe a combattere il cambiamento climatico, perche’ non produce Co2 (il che e’ vero per i singoli impianti ma non per l’intero ciclo) alla presunta indipendenza energetica che l’atomo ci garantirebbe (mentre l’Italia non ha uranio e se lo deve andare a cercare in Canada Niger e Kazakistan); dalla conclamata affidabilita’ della cosiddetta quarta generazione (che pero’ non esiste e arrivera’ tra 30 anni se tutto va bene!) alla sbandierata convenienza economica (in realta’ i privati non potranno sostenere i costi che, ,sono altissimi, un minimo di sei miliardi per ogni nuova centrale ed alla fine pagheranno i cittadini). Ma non basta dire no - ha concluso la Francescato -. Occorre dare un’alternativa: I Verdi lo fanno da oltre 20 anni indicando la strada dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, oggi percorsa con grande convinzione da leader mondiali che sanno realmente costruire il futuro come Barak Obama”.
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